Rivista "Le Sfide - Non c'è futuro senza memoria"

Schermata 2017-12-05 alle 15.38.39

In un mondo globalmente interconnesso la ‘notizia’ è diventata ‘flusso’, rumore che fa da sfondo alla vita del nostro tempo. Essa è destinata a durare lo spazio di poche ore, ad esaltare emozioni e contingenze, ad influenzare e condizionare opinioni sempre più rapidamente mutevoli, a sconfessare con analoga forza ed enfasi tesi accreditate anche solo poco prima.

La dimensione imposta dai mainstream e dai nuovi strumenti della comunicazione che hanno pervaso ogni meandro della nostra vita - in cui pubblico e privato si mescolano pericolosamente e dove la discussione è ormai solo social - è quella del ‘presente’. La ‘notizia’ nasce e si consuma in questo spazio e sembra non esservi più posto, tempo ed interesse per la riflessione e l’approfondimento. Siamo così superficialmente portati a guardare il ‘fatto’ in sé, senza conoscerne magari le origini e la ‘causa’ e senza interrogarsi più di tanto sull’ ‘effetto’.

Tutto ciò rappresenta una metamorfosi inquietante che incide non poco sulla vita politica ed istituzionale e produce ripercussioni sulla qualità del sistema democratico, con cittadini paradossalmente più informati ma sempre più privi di una conoscenza critica e di una lettura complessiva e non convenzionale degli eventi.

Questo cortocircuito paralizza la nostra realtà e può atrofizzare financo le menti più vivaci che rischiano di arrendersi ed uniformarsi alle tradizionali ‘officine del pensiero’, un tempo magari gloriose, ma ormai rattrappite in un politicamente corretto di maniera, che spesso nasconde un vuoto di analisi e di proposta, se non una ‘compromissione’ con un sistema sterile e malato.

Viviamo tempi interessanti ed inquieti, agitati da fenomeni epocali e da storture che hanno una storia antica e ci consegnano un domani sospeso, che solo nitidi ed originali confronti tra idee e ragionamenti e non più tra bandiere e divise, possono rendere più chiari e meno incerti.

Per uscire da una condizione di crisi che pervade ogni ambito della nostra società, servono visioni del futuro e non adesioni ad idee e modelli precostituiti che hanno dimostrato, specie nel corso dell’ultimo quarto di secolo, limiti e storture evidenti.

Questo trimestrale di approfondimento, diretto da Mario Barbi e promosso dalla Fondazione Craxi, che si è distinta nel corso di questi suoi primi tre lustri di attività come un luogo libero, aperto e di vivace discussione, nasce pertanto con un obiettivo: contribuire a rilanciare in maniera autentica e costruttiva un dibattito pubblico troppo spesso asfittico e stantio.

Non sarebbe di per sé una sfida né ambiziosa né ardua, se non vi fosse dentro, in questo presente senza storia, l’idea forza di coniugare il passato con il domani, la memoria con il futuro, come presupposti per poter affrontare al meglio ‘leSfide’ che ci attendono.

Sia ben inteso che non vi è solo la volontà, per dirla come Leonardo Sciascia, di dare un futuro alla memoria - obiettivo già più che nobile in un paese che dimentica troppo spesso le lezioni della storia - ma bensì quello di far capire che passato, presente e futuro sono momenti indissolubilmente legati tra loro che non ammettono rimozioni, fughe in avanti e passi all’indietro, né tantomeno iperboli ‘noviste’, spesso senza novità, dal cui fascino davvero dovremmo essere ormai immuni.

Tenteremo così, con l’aiuto di tanti ‘amici di strada’ che vorranno condividere con noi questo spirito e questo viaggio, di avventurarci, di numero in numero, lungo vie tortuose o per mari agitati, forti del non considerarci depositari di verità o custodi di totem, bensì della necessità di coltivare il dubbio quale presupposto per sviluppare nuove idee ed immaginare rotte possibili e percorsi alternativi verso un ‘destino’ che taluni ci presentano come obbligato ed incontrovertibile.

Noi, non ci rassegniamo a questa idea. Tutto può essere cambiato, rivisto e sovvertito se si sviluppano visioni d’insieme, una coscienza individuale matura ed autonoma e si cambiano con la forza del ragionamento paradigmi che trovano fondamento in realtà artificiali e prive di verità.

“leSfide” che intendiamo cogliere e lanciare saranno pertanto molteplici e spazieranno nel raggio d’azione e negli argomenti. Ma a far da comun denominatore ci sarà la volontà esplicita di vincere l’apatia e la rassegnazione, il conformismo e l’opportunismo, il moralismo e la vulgata comune, il giustizialismo ed i tanti sepolcri imbiancati.

Troverete in questa nostra pubblicazione una voce fuori dal coro, speriamo mai stonata, composta da contributi originali di intellettuali e di protagonisti, di ieri e di oggi, sui temi più significativi della vita pubblica nazionale ed internazionale: in grado, ci auguriamo, di tratteggiare per il nostro pubblico scenari ed analisi né scontati né banali.

La nostra speranza è quella di avere tanti ed appassionati lettori, interessati a diventare scrittori fecondi che, come noi, pensano che non ci sia un fato o un destino avverso che ci abbia condannato a vivere in una condizione di perenne crisi ed incertezza, ma che ritengano che il primo nemico da battere sia la nostra inazione.

Speriamo che il nostro piccolo–grande lavoro sia un sasso lanciato nel paludoso stagno del conformismo informativo. E che ne smuova un poco le acque. Certo è che metteremo la nostra storia, il nostro bagaglio ideale e culturale, la nostra sete di conoscenza al servizio del desiderio inesauribile di un futuro che vogliamo conquistare con le armi della speranza. Un piccolo-grande lavoro inteso come uno strumento in più per un ‘cambiamento’ che è da venire.

“leSfide – Non c’è futuro senza memoria” è un po’ tutto questo. Tanta passione, molta dedizione ed un pizzico di coraggio, ingredienti che da sempre hanno animato le menti ed i cuori di chi ha lasciato una traccia nella storia.

Stefania Craxi

> LEGGI QUI IL PRIMO NUMERO DELLA RIVISTA: WWW.LESFIDE.ORG

Close