Pubblicazioni

Il 6 ottobre 2015, in continuità con il progetto di pubblicazione delle carte e dei documenti di Bettino Craxi intrapreso nel 2014 con la Mondadori, la Fondazione ha pubblicato  il racconto  del leader socialista su "La notte di Sigonella". Una pagina che resta indelebilmente impressa nella memoria come una storia di coraggio e di orgoglio nazionale ma anche di umanità, coerenza e lungimiranza politica. 

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"La notte di Sigonella"                                                                                                               a cura della Fondazione Craxi

È lunedì 7 ottobre 1985 quando, dal cuore del Mediterraneo, rimbalza fino a Göteborg, in Svezia, un SOS dalla nave da crociera italiana Achille Lauro: 545 persone sono state sequestrate da un gruppo di terroristi palestinesi. La prima risposta del governo italiano è di carattere militare: prepararsi al peggio e attrezzarsi ad assaltare la nave. Ma il presidente del Consiglio Craxi, la cui prima preoccupazione è salvare gli ostaggi, vuole innanzitutto giocare le carte politiche e diplomatiche in suo possesso. Dopo una lunga sequela di colpi di scena e di eventi drammatici, come l'uccisione di Leon Klinghoffer, un cittadino americano disabile, i terroristi vengono intercettati su un Boeing 737 dell'EgiptAyr da quattro caccia F-14 statunitensi e obbligati a dirigersi verso l'Italia. Ronald Reagan in persona chiede l'autorizzazione all'atterraggio nella base NATO di Sigonella, in Sicilia, e l'immediato trasferimento in America degli assassini. L'atterraggio avviene alle 00.16 dell'11 ottobre: comincia così «la notte di Sigonella». Sigonella è suolo italiano, così come italiana è la nave in cui è stato commesso il crimine: l'Italia ritiene pertanto che il caso sia soggetto ai poteri della sua giurisdizione. Gli USA sono di parere opposto, essendo americano il cittadino ucciso. Il veivolo con a bordo i terroristi e due mediatori dell'OLP ripartirà per Roma, seguito da aerei non identificati. Dopo ore di febbrili trattative i mediatori lasceranno l'Italia su un aereo di linea iugoslavo, all'insaputa però del ministro della Difesa Spadolini, provocando, oltre a uno strappo significativo tra Italia e Stati Uniti, una crisi di governo. I sequestratori saranno invece assicurati alla giustizia italiana. In questo libro, il racconto di Craxi – costruito a partire dai suoi discorsi parlamentari, dalle conferenze stampa, dalle lettere, e anche da documenti e appunti inediti, come la documentazione del CESIS e del SISMI, i report delle conversazioni avute con l'Achille Lauro, fino alle intercettazioni del Mossad e ai dispacci del Dipartimento di Stato americano – ci consegna un affresco preciso e puntuale degli avvenimenti. Craxi, con il suo diniego coraggioso, dimostrò che i vincoli dell'Alleanza atlantica e gli stretti legami di amicizia con gli Stati Uniti potevano e dovevano coesistere con principi di giustizia internazionale. Egli attribuiva importanza vitale alla stabilità e alla pace nel Mediterraneo e nel Medio Oriente; per lui, infatti, lo sviluppo e la stessa esistenza dell'Europa erano indissolubilmente legati alla possibilità di perseguire nella regione uno sviluppo condiviso che favorisse l'integrazione delle economie e l'avvicinamento delle civiltà. Le cose, poi, sono andate diversamente, sino alle tragedie dei nostri giorni.

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Nel settembre 2014 la Fondazione ha avviato la pubblicazione degli scritti, degli appunti, delle carte e dei documenti, in larga parte inediti, di Bettino Craxi, con la casa editrice Mondadori. I pensieri, le ragioni, le riflessioni, le analisi lucide e profetiche del leader socialista, sono raccolti in volumi a sua firma.

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"Io parlo, e continuerò a parlare"                                                                                             a cura di Andrea Spiri

Il volume contiene gli scritti in parte inediti di Bettino Craxi durante gli anni dell'esilio tunisino. Una cronaca quasi quotidiana delle vicende di Tangentopoli, totalmente immersa nei fatti che vengono raccontati in presa diretta, senza sapere ancora quale Italia sarebbe scaturita da quella stagione. Non solo: Craxi dice la sua sul sistema di finanziamento dei partiti e sul nuovo scenario politico che vede delinearsi, riflette sugli anni di piombo, su Moro e le BR, sull'Europa, sui servizi segreti deviati, sulla propria scelta dell'esilio, sulla malattia. Le pagine che dedica alla cosiddetta «Seconda Repubblica» sono fitte di ritratti scolpiti, a volte, ferocemente: Berlusconi, Bossi, D'Alema, i leader del PCI o ex PCI, e poi ancora Fini, Prodi, Di Pietro, Ilda Boccassini e gli altri giudici del pool di Milano. Tutti protagonisti del passaggio tra «Prima» e «Seconda Repubblica», un nodo fondamentale della storia italiana recente che la  lettura di questo libro aiuta a conoscere e comprendere.

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Dopo le numerose pubblicazioni dei primi anni, sul finire del 2005, la Fondazione Craxi ha stipulare un accordo con la casa editrice Marsilio per la realizzazione di una collana della Fondazione basata su ricerche tematiche proprie, o di terzi.

3170693 "Bettino Craxi, il riformismo e la sinistra italiana"                                            a cura di Andrea Spiri

Il volume ricostruisce le tappe fondamentali del processo di affermazione e consolidamento della leadership di Bettino Craxi all'interno del Partito socialista italiano e, più in generale, nell'ambito dello scenario politico nazionale. Accanto all'analisi delle profonde modificazioni del tessuto ideale e della prosopografia del vertice socialista, il lavoro ripercorre le trasformazioni del sistema politico nell'ambito del quale Craxi muove le sue pedine: dalla parentesi dei governi di solidarietà nazionale della vii legislatura al reingresso dei socialisti negli esecutivi, dalla svolta democristiana del "preambolo" alla presidenza del "laico" Spadolini, fino alla diretta assunzione della responsabilità di guidare il governo del Paese. Un torno di tempo nel corso del quale la tradizione e le formule del riformismo socialista - largamente minoritario nella storia della sinistra italiana - vengono riscoperte e rilanciate. Una rivoluzione culturale che si riflette altresì nel duro scontro con il Partito comunista. Un nuovo protagonismo, quello socialista, che scompagina le tessere di un mosaico faticosamente costruito, e che nelle intenzioni di Craxi è diretto a smarcare il psi da una doppia subalternità, politica e culturale, nei confronti di Piazza del Gesù e Botteghe Oscure.

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3178863"Bettino Craxi, il socialismo europeo e il sistema internazionale"                a cura di Andrea Spiri 

Tra la fine degli anni settanta e l'inizio del successivo decennio, in casa socialista si verifica una svolta cruciale: il consolidamento della segreteria di Bettino Craxi, che, tra l'altro, determina il progressivo mutamento degli orientamenti e delle posizioni del PSI in politica estera. Il volume prende in esame questo snodo storico. Lo fa sullo sfondo degli eventi che segnarono il contesto internazionale, cercando di coglierne le correlazioni con l'evoluzione della politica interna e gli aspetti legati alla biografia del leader socialista. Non è un caso, infatti, che alla rottura degli equilibri internazionali, simboleggiata dall'invasione sovietica dell'Afghanistan e dai missili SS20 puntati contro le capitali dell'Europa occidentale, si accompagni la crisi della stagione di unità nazionale e il definitivo varo del nuovo corso socialista. Ricondurre in un quadro analitico unitario questi elementi è indice - secondo il curatore del volume - "non soltanto di una scelta metodologica indotta dagli indirizzi più moderni della storiografia politica, ma anche del modo per ricostruire più credibilmente il contesto nel quale maturarono le decisioni del leader socialista".

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3171417"Il Mediterraneo attuale tra storia e politica"                                                       a cura di Ennio Di Nolfo e Matteo Gerlini

 

Il rapporto fra il Mediterraneo e l'Europa occupa una crescente importanza nella riflessione e nell'analisi degli studiosi di storia e di politica internazionale. Un rapporto di stringente attualità che può essere compreso solo ricorrendo agli strumenti che la storiografia ci ha offerto, attraverso una visione di tempi lunghi che a sua volta pone domande e questioni più profonde sulle trasformazioni in atto. Da tali premesse nasce questa raccolta, frutto di un significativo sforzo di comprensione collettiva del Mediterraneo presente. I contributi dei singoli autori, nella loro specifica individualità, sono stati dibattuti in una vivace dialettica che, senza sintesi obbligate, conferisce una visione d'assieme a questo volume. Un primo momento di riflessione dei principali storici internazionalisti italiani sul tema del Mediterraneo, del suo passato e del suo futuro.

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3179193"Jirí Pelikán Un lungo viaggio nell'arcipelago socialista"                 
Francesco Caccamo

Jirí Pelikán (Olomouc 1923 - Roma 1999) fu un testimone d’eccezione del Novecento. Attraverso un percorso complesso e a tratti tormentato, sperimentò in prima persona la resistenza antinazista nella natia Cecoslovacchia, la militanza comunista negli anni cupi dello stalinismo, la primavera di Praga; poi, dopo l’intervento delle forze del Patto di Varsavia e la normalizzazione, l’esilio in Italia, la polemica sempre più consapevole contro il socialismo reale e contro la politica di potenza dell’urss, la pubblicazione della rivista in lingua ceca «Listy», l’appoggio al dissenso dell’Est, fino ai grandi rivolgimenti del 1989.
Anche nella patria di adozione Pelikán svolse un ruolo di rilievo, coltivando i rapporti con le varie componenti della sinistra italiana e passando dalla ricerca di una collaborazione con il pci di Enrico Berlinguer allo sviluppo di un legame privilegiato con il psi di Bettino Craxi. Proprio Craxi doveva dare un contributo determinante all’azione dell’esule ceco, promuovendo la sua elezione al Parlamento europeo e finanziando la pubblicazione di «Listy».

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3179915"Don Gianni Baget Bozzo. Vita, morte e profezie di un uomo-contro"  Andrea Camaiora

A stretto contatto con alcune delle figure centrali della nostra storia contemporanea, da Tambroni a Craxi, da Berlusconi a Ratzinger, don Gianni Baget Bozzo è stato un autentico profeta dello scandalo. Un profeta "posseduto" da Dio, un intellettuale eretico che ha attraversato da interlocutore e ispiratore privilegiato del potere la Prima e la Seconda Repubblica servendo Cristo e la Chiesa in ciò che gli riusciva meglio: pensare. Dal 1994 fino alla sua recente scomparsa, Baget Bozzo ha svolto il ruolo di precettore dei giovani del centro destra, coloro i quali egli stesso aveva identificato come Berlusconi Generation. Dagli scontri di Genova del '60 alla battaglia contro il compromesso storico tra democratici cristiani e comunisti, dal travaglio della Chiesa tra Pio xii e Giovanni xxiii fino al grande Pontefice polacco e al suo successore tedesco, don Gianni ha accompagnato le stagioni più difficili e importanti della recente storia d'Italia. L'incontro con Bettino Craxi, l'uomo del Concordato del 1984 capace di ingaggiare nel nome della libertà una battaglia a viso aperto con i comunisti, fu centrale nella vita di questo sacerdote consacrato alla politica. Convinto del valore dell'azione politica craxiana, sfidò la Chiesa candidandosi nelle file del Psi e subendo così una decennale sospensione a divinis. Tenace oppositore dell'unità politica dei cattolici attorno alla Democrazia Cristiana, a 69 anni scese nuovamente nell'agone politico, questa volta al fianco di Silvio Berlusconi, di cui fu per sedici anni ascoltato e autorevole consigliere.

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3179371"Passione Garibaldina"

Nella rievocazione della personalità e del mito di Garibaldi si rivela l’ostinata ricerca delle origini nazionali e risorgimentali della tradizione socialista e riformista italiana, in contrapposizione con l’internazionalismo marxista e leninista.
La raccolta degli scritti che Bettino Craxi ha dedicato al “suo” Generale, se non è sufficiente a disegnarne un ritratto completo, basta eccome a rendere conto, come suggerisce Arrigo Petacco nella Prefazione, di «una passione autentica» e duratura per l’Eroe dei Due Mondi, nata nell’adolescenza e rinnovatasi nella maturità a confronto con la responsabilità della guida politica e del governo del Paese.

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3179784"Una voce poco fa"                                                                                                                    a cura di Stefano Rolando

Prima analisi di un fenomeno di anticipazione e innovazione nella cultura politica italiana. Le linee della comunicazione (interna, diretta ai cittadini e nel complesso rapporto con i media) del Partito Socialista Italiano nel corso della leadership di Bettino Craxi, dal 1976 all’epilogo e allo scioglimento del partito nel 1994. Venti anni di evoluzione del rapporto tra contenuti e strategie della politica e i profili di rappresentazione interna ed esterna, che danno vita ad una esperienza serrata, appassionata, alla fine drammatica. Vari duelli al centro di una comunicazione politica orientata a combattere il blocco della democrazia italiana e a favorire la modernizzazione del paese. Quello a sinistra tra riformismo da una parte e comunismo, massimalismo e radicalismo dall’altra. Quello con la Democrazia Cristiana per affermare il principio dell’alternativa politica. Quello con poteri e soggetti di veto che hanno frenato la crescita del paese. Quello per lo schieramento europeista e atlantico dell’Italia nella linea di indipendenza e identità nazionale. Dalla formazione di un nuovo gruppo dirigente alla sua dispersione, in una crisi interna e del paese in cui il sistema dell’informazione, in un critico rapporto con questa storia politica, ha avuto un significativo ruolo.

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